Nel parco di Villa Belmonte, alle porte di Bagno a Ripoli, cresce un gigante: un antico leccio, diventato il mito degli abitanti e dei turisti. Questo leccio ha da tempo superato i confini dell’interesse botanico. È chiamato “Leccio Gigante” e simboleggia il legame tra natura, storia e percorsi di corsa dell’ecomaratona. Quando i partecipanti alla maratona attraversano le colline, spesso passano vicino a questi alberi secolari, sentendo il peso delle radici e la forza dei rami su di sé.
Ritratto storico e botanico
Il leccio (nom scientific Quercus ilex) è uno degli alberi tipici della macchia mediterranea. Le sue radici profonde e l’essere sempreverde gli permettono di resistere ai periodi di sicicità. L’età del Leccio Gigante di Villa Belmonte è stimata in diverse centinaia di anni e la sua importanza va oltre la botanica.
Secondo i dati del registro degli alberi monumentali, il leccio si trova ad Antelle, sul territorio dell’ex tenuta Villa Ginori Conti (ora parte di Belmonte), a circa 186 metri sul livello del mare. È riconosciuto come albero di importanza nazionale e inserito nei registri. Lo stato naturale della quercia è considerato medio. Si osservano segni di indebolimento della chioma e parti secche dei rami. L’accesso all’albero è limitato, poiché si trova all’interno di un’area parco chiusa al libero passaggio del pubblico.
Una delle caratteristiche interessanti è la circonferenza del tronco: le misurazioni hanno registrato circa 6,10 metri ad un’altezza di ~130 centimetri dal suolo. L’altezza è stimata in 11 metri, ma la precisione può variare a causa delle condizioni dell’albero. Nei testi letterari e commemorativi, la quercia è spesso citata come punto di attrazione: luogo di incontro, di sosta, di memoria.
Posizione e importanza paesaggistica
Si trova nella zona del parco della tenuta, tra la villa, la cappella e i terreni agricoli e boschivi che la circondano. Il parco di Belmonte è stato disegnato in modo che il leccio ne occupi il centro. La sua chioma è visibile da lontani punti della collina fornendo un punto di ancoraggio al paesaggio.
Dalle colline si può vedere Firenze e la cupola del Duomo all’orizzonte, e il leccio rappresenta un punto intermedio che collega il vicino e il lontano, la terra e la città. Alla luce del giorno, la sua ombra e i suoi punti luminosi modificano lo spazio circostante, dando una sensazione di scala temporale.
I racconti storici menzionano che i sentieri a spirale della tenuta e i percorsi del parco venivano talvolta tracciati attorno a questo albero, con l’intento di sottolinearne l’importanza.
Il legame con l’Ecomaratona
Considerando che il percorso dell’Ecomaratona attraversa vigneti, sentieri e strade che conducono i corridori attraverso luoghi naturali e culturali, la presenza del Leccio Gigante rafforza il significato del percorso. Passando davanti alla quercia, i partecipanti non sentivano solo i chilometri, ma anche il contatto con la memoria naturale della regione.
Anche se il percorso ufficiale non includeva sempre il traguardo sotto la quercia, alcuni percorsi aggiuntivi o punti fotografici avevano questo punto come punto di riferimento. L’albero è diventato un simbolico “punto di sosta della memoria”, un luogo dove fermarsi e respirare il paesaggio, osservare la corteccia, vedere le tracce del tempo. L’ecomaratona è diventata un modo per guardare la terra, sentire la direzione, attraversare la storia. E il Leccio Gigante è qui uno dei simboli più potenti di questa storia.
Problemi e prospettive di conservazione
Il fenomeno è invece legato al caldo eccessivo, i cambiamenti climatici e l’incremento di presenze umane nelle aree limitrofe stanno avendo un impatto
negativo. Tra i più drammatici:
- La limitata accessibilità dell’albero è un’altra difficoltà. Senza la possibilità di un’ispezione ravvicinata, di cure e controlli, è difficile correggere le misure di protezione. Nel registro degli alberi si segnala che esso è “non accessibile” al pubblico.
- Per preservare questo simbolo sono necessari gli sforzi di botanici, storici, comuni e organizzatori di eventi. Sono possibili misure di consolidamento del terreno, potatura dei rami indeboliti, limitazione dei carichi sul terreno intorno alle radici.
- È necessario riflettere sulla creazione di punti panoramici o cornici visive affinché la quercia rimanga visibile anche da lontano, senza il rischio di danneggiarla.
In senso culturale, è importante preservare la memoria. È necessario includere l’albero nel percorso delle audioguide, raccontarne la storia negli opuscoli degli eventi e proporre soste fotografiche.
Perché il Leccio Gigante è importante per Bagno a Ripoli
Il leccio secolare di Villa Belmonte non è importante solo dal punto di vista botanico.Era diventato un punto di riferimento nella memoria storica, nel paesaggio e nell’immaginario di sostenibilità. Per fotografarne lo stato vediamo qualche numero.
- Continuità storica: la quercia ricorda le generazioni di abitanti che si sono riposati alla sua ombra e hanno lasciato le loro storie.
- Unicita’ assoluta: è uno dei pochi esemplari, per dimensioni ed età, di questa parte di Toscana.
- Un tocco di paesaggio: la sua chioma è il profilo della collina, in lontananza si nota.
- Un potenziale di educazione: un esempio per le gite e le storie della biodiversità del territorio.
- Un legame con le manifestazioni: è il punto di riferimento simbolico dell’ecomaratona e di altre manifestazioni connesse al mondo della natura.
Il Leccio Gigante fa parte di un patrimonio culturale e naturale che richiede rispetto e attenzione. Per questo la sua storia è legata alla maratona, poiché unisce la corsa, la natura e la memoria.